GIOVANI FOTOGRAFI TRA NATURA E STRADA

Si è tenuta dal 9 al 17 febbraio scorso la mostra di fotografia degli allievi della scuola d’arte di Cabiate. La mostra, situata a Mariano Comense in uno spazio offerto alla scuola dalla parrocchia del paese, ha presentato ai visitatori gli scatti realizzati dagli allievi in due anni consecutivi, con due temi differenti. Il legno, per l’anno 2017-2018, e la strada, per il ciclo appena conclusosi 2018-2019.La Scuola d’Arte di Cabiate è un’istituzione attiva sul territorio dal 1984, non si occupa unicamente di fotografia, ma anche di scultura, disegno, pittura, scrittura gotica e, fiore all’occhiello nonché seme originale del progetto, falegnameria. Appare evidente dall’indirizzo delle varie discipline insegnate nei corsi serali che l’approccio all’arte al quale gli allievi sono invitati sia fortemente pratico ed esperienziale. Lo sbocco in una mostra sembra dunque l’inevitabile conclusione di un ciclo di lezioni seminariali, in cui gli allievi sono stati invitati non solo a studiare e applicare le tecniche dell’arte fotografica, ma anche a sviscerare dai propri scatti e da quelli dei compagni quel di più che li rende oggetti d’arte.

La dimensione estetica – mi racconta Federica Orsenigo, allieva del corso 2017-2018 – è inscindibile da quella tecnica: la fotografia è sì regolazione dell’obiettivo, messa a fuoco, giusta esposizione, profondità di campo, ma è soprattutto sguardo. È questo che Danilo Fabbri, insegnante di questo corso , ha cercato di trasmettere agli allievi. Perché una foto, una volta scattata, immortala non tanto un mondo, ma uno sguardo sul mondo, che rende la foto stessa unica e irripetibile. Nell’infinità degli oggetti catturabili con l’obiettivo è sostanzialmente improbabile che due persone riescano a compiere uno scatto, dalla stessa angolatura, con la stessa luce, nello stesso momento, con la stessa intenzione. È l’intenzione dunque che mi sembra rendere una fotografia opera d’arte, al di là di qualsiasi discorso sulla creatività. «La fotografia assolutamente non è pura tecnica! Sicuramente una base tecnica molto solida ti permette di fare una bella foto, ma la creatività insita nell’andare a cercare punti di vista nuovi e originali sono per me altrettanto, se non maggiormente, importanti per realizzare una foto coinvolgente chi poi la osserverà. Una foto cioè in grado di suscitare interrogativi e di far pensare.» (Federica Orsenigo, allieva della Scuola d’Arte di Cabiate)

L’abilità e la tecnica sono tuttavia a loro volta irrinunciabili per far sì che quell’intenzione emerga dall’immagine e diventi esteticamente apprezzabile, che insomma riesca a comunicare qualcosa all’altro che la osserva. La mostra, per molti di questi allievi la prima, si rivela allora una sfida all’ultimo sangue, perché destinata a svelare davvero chi è riuscito a comunicare agli altri e chi invece è rimasto intrappolato nel proprio sguardo.

I temi affrontati, come anticipato sopra, sono stati il legno e la strada: due realtà dense di vita e di dettagli, che hanno stimolato l’interesse e la diversa prospettiva degli allievi. Molte delle foto – spiega un altro allievo della scuola – sono state scattate in vacanza, in momenti di pausa, non nella frenesia di un compito assegnato e forse queste le ha rese ancora più spontanee e sincere. Troviamo allora esposte strade di Bergamo, di Como, della Valtellina, ma anche di paesi esteri, di realtà differenti da quella locale. Si gioca con i bianco e neri, con le persone, con il movimento e il non detto: alcuni scatti immortalano storie di vita quotidiana, altre dettagli lasciati in sospeso che invitano a immaginare una storia oltre l’immagine.

Il legno invece è affrontato da prospettive molto differenti: troviamo così scatti di incisioni su tronchi, recinzioni costruite con rami, portoni e ponti in legno, affiancati a possenti e vivi alberi che si stagliano con il loro scuro contorno contro l’esplosione di colori del cielo che precede il crepuscolo.

«Sono entrambi dei temi stimolanti per un fotografo perché offrono spunti concreti che si possono trovare nella vita di tutti i giorni. A me personalmente sta più a cuore il tema del legno, per le possibilità che apre alla creatività fotografica e perché io ne ho potuto indagare i risvolti emotivi che mi legano a questo materiale, ma prima di arrivare alla serie finale ho indagato moltissimo della mia storia e quotidianità: i mobili di legno, i giochi di legno, le porte di legno, le mollette di legno … Trovo che anche la strada sia un tema interessante (chissà che un giorno mi soffermi anche su quello), forse però richiede una sperimentazione tecnica maggiore per arrivare a un risultato finale emotivamente coinvolgente.»

Lo sforzo ermeneutico sulla realtà è evidente anche nei titoli assegnati ad alcune opere, uno significativo per tutti: “Transito dell’essere. Cammino in sicurezza”, titola Marco Crippa il suo duplice scatto, da una duplice prospettiva, di un attraversamento pedonale colto nel buio della notte.

In tutto ciò, dove sta l’importanza di acquisire queste capacità tramite una scuola piuttosto che tramite uno studio personale? Il corso non si è limitato a stimolare l’abilità tecnica degli allievi, ma anche il gusto del confronto, insieme alla ricezione e dell’assegnazione di commenti critici costruttivi. «Il fatto di poter condividere con un gruppo una passione è stata una delle cose più belle dell’aver imparato in un corso specifico, come lo è stata la possibilità di potersi confrontare ogni settimana sulle foto fatte e il ricevere consigli su come migliorarsi. Con il confronto la passione acquisisce un maggiore arricchimento. La mostra invece è stata la giusta realizzazione di quello che si viveva ogni settimana. Poter vedere le tue foto incorniciate e visibili a chiunque, sentirne critiche e apprezzamenti, confrontarsi insomma con il visitatore della mostra ti fa sentire soddisfatto di ciò che hai fatto e nel posto giusto. Ci sentiamo all’inizio di un percorso che chissà dove ci porterà.»

La mostra si è conclusa, ma vi riportiamo qui sotto una galleria di scatti degli scatti esposti. Il percorso della Scuola d’Arte di Cabiate invece non finisce qui, ma proseguirà con nuovi corsi di fotografia, base e avanzato; per maggiori informazioni, trovate qui tutti i contatti.

L’Associazione Scuola d’Arte di Cabiate ha lo scopo di diffondere sul territorio la cultura, l’arte e l’artigianato organizzando corsi serali in varie discipline. Il nostro obiettivo è quello di salvaguardare i vecchi mestieri locali e il patrimonio culturale tramandato dai nostri artigiani. Inoltre organizziamo mostre, eventi culturali e visite didattiche. Ulteriori informazioni su tutti i programmi dei corsi: http://www.scuolaartecabiate.it

[Martina Toppi, ecoinformazioni]

Martina Toppi

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